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mercoledì 30 novembre 2011

SEQUESTRATA LA CAVA DI CAPPELLA CANTONE DESTINATA ALLA DISCARICA

la cava di Cappella Cantone  destinata ad una discarica di amianto

Il vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiani (Pdl) arrestato questa mattina, con le accuse di traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione. I 100mila euro, la presunta mazzetta di Locatelli per accelerare il procedimento autorizzativo della discarica di amianto a Cappella Cantone, sarebbe stata consegnata a Nicoli Cristiani, tramite Rotondaro coordinatore dell’Arpa.



2 commenti:

  1. Devo essere onesto in primo luogo con me stesso,sinceramente pur seguendo attentamente la vicenda ho sempre pensato:ma si se la vogliono fare vedrai che la faranno.La notizia della chiusura della discarica mi ha fatto piacere e credo che il merito di questo risultato vada alla magistratura e al comitato cittadini contro l'amianto che si è battuto contro tutto e tutti per impedire questo scempio.Il comitato dichiaratamente apolitico ha saputo farsi portavoce della gente e ha saputo creare una rete civica trasversale tenendo sempre alta l'attenzione sul vero problema.Diffidate dei politici di minoranza che in questa sitazione cavalcano l'argomento ma diffidate soprattutto dei politici di maggioranza che pur avendo la possibilità di fermare i lavori non hanno fatto niente o hanno fatto finta di fare.Un ultima considerazione se si parla di tangenti,appalti pubblici,politici e imprenditori corrotti,anche se siamo in lombardia tutto questo ha un nome MAFIA.

    Pequod

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  2. DISCARICA CAPPELLA, TUTTO IN REGOLA
    Roberto Formigoni«Non facciamo processi popolari prima del tempo: lasciamo che la magistratura si pronunci. Siamo in un ordinamento democratico, spetterà alla magistratura stabilire le responsabilità e le colpevolezze»«il dirigente dell’Arpa è stato immediatamente sospeso»
    ABBIAMO AGITO IN PIENA REGOLA
    La Giunta regionale e il suo presidente hanno agito in piena regola riguardo all'autorizzazione della discarica di Cappella Cantone e non hanno responsabilità alcuna per eventuali irregolarità commesse in attività legate ai cantieri della Brebemi. Formigoni sottolinea il forte impegno della Regione nell'aver creato e potenziato - dal '97 a oggi - un forte sistema di controlli, senza il quale «chissà quante altre irregolarità sarebbero state commesse». «Amarezza e sconcerto...il cedimento, di uomini dedicati alla politica, a comportamenti, se ciò risulterà accertato dalle indagini, del tutto illegali e contrari alla mia concezione della politica come servizio al bene comune».
    PROCEDURA TRASPARENTE PER CAPPELLA CANTONE
    Ineccepibile, trasparente e collegiale la procedura per l'autorizzazione alla discarica di Cappella Cantone seguita dalla Regione. «Negli anni del mio Governo – sottolinea Formigoni - ho voluto introdurre il metodo della collegialità in questo genere di decisioni autorizzative. Un tempo decideva l'assessore all'Ambiente: io ho voluto decisioni collegiali, in modo da assicurare il massimo di trasparenza e una maggiore responsabilità di tutte le parti interessate». Anche nel caso di Cappella Cantone, ha ribadito il presidente - si è seguito questo metodo, impegnando la Giunta e gli assessori competenti, da un lato, e poi, nella Conferenza dei servizi che ha dato il sì conclusivo, gli altri soggetti, in particolare gli Enti locali (Provincia e Comuni)». «La piena correttezza della procedura - ha detto ancora Formigoni - è stata confermata dall'ordinanza del Tar, che ha respinto il ricorso». Formigoni ha sottolineato ancora che «nell'intero arco della procedura nessuno degli arrestati o indagati ha avuto parte alcuna, né di diritto né di fatto».
    SU BREBEMI RESPONSABILITÀ DELLE IMPRESE
    Qui si tratta di una «presunta» irregolarità nel conferimento di materiali («anche se - ha commentato Formigoni - le intercettazioni rivelano fatti chiari»).
    GIUDIZIO SEVERO SULL’INDAGINE
    Severo il giudizio sui fatti oggetto dell'indagine. «Mi lasciano molto amareggiato - ha detto Formigoni - per evidenti motivi, pur facendo salva la presunzione d'innocenza». Si tratta di responsabilità che vanno ricercate «non nell'operato della Giunta e del suo presidente, che sono stati e sono ineccepibili, ma altrove».
    IL SISTEMA DI CONTROLLI IN LOMBARDIA
    «Non a caso - sono sempre parole di Formigoni - ci siamo attivati con misure di prevenzione e di contrasto a tentativi malavitosi. Fino all'insediamento, proprio ieri, che ho fatto insieme al presidente del Consiglio regionale Davide Boni, del Comitato per la trasparenza degli appalti e la sicurezza dei cantieri. Il Comitato è previsto da una legge del Consiglio regionale approvata a larghissima maggioranza, è composto da 5 saggi esterni alla Regione, di cui 2 indicati dalle forze politiche di opposizione ed è coordinato da un insigne magistrato di grande esperienza come Giuseppe Grechi, già presidente del tribunale di Milano».
    GRATI ALLA MAGISTRATURA
    Ma anche il sistema più rigoroso di controlli da solo non basta. Non si sorveglia mai abbastanza: Regione Lombardia è grata all'azione della magistratura, che dispone di strumenti conoscitivi, di indagine e di repressione certamente superiori».
    http://www.formigoni.it/cmsgridsig/jsp/public/pages/newsDett.jsp?nid=1626

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