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sabato 26 novembre 2011

Discarica di amianto.Il PD chiede alla Provincia il ricorso al TAR


Venerdì, 18 Novembre 2011
Discarica di amianto.Il PD chiede alla Provincia il ricorso al TAR W-Cremona - Ambiente E-mailStampaPDFDiscarica di amianto.Il PD chiede alla Provincia il ricorso al TAR
Dopo l’annuncio da parte di cave Nord dell’inizio dei lavori per la discarica di amianto di Cappella Cantone chiediamo alla Provincia con una mozione urgente di promuovere il ricorso al TAR avverso alla decisione Regionale di concessione del nulla osta alla realizzazione.
Troviamo infatti che in queste condizioni il ricorso possa essere l’unica strada per opporsi e per essere coerenti alle dichiarazioni di netta contrarietà provenienti da molti esponenti della maggioranza.
In questa fase anche i gruppi consiliari della Lega e del PDL devono assumersi la responsabilità di una scelta chiara e netta di fronte al territorio.
Per queste ragioni chiederemo di affrontare con urgenza la mozione nel prossimo consiglio del 15 novembre, nella piena consapevolezza che i tempi del ricorso sono strettissimi.
Andrea Virgilio
Cesare Mainardi
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Mozione urgente
Il Consiglio Provinciale
Premesso che
la proposta della Regione Lombardia di aprire un tavolo per addivenire alla scelta di un sito diverso da quello individuato a Cappella Cantone per l’apertura di una discarica per l’amianto sconta il fatto che la stessa non ha revocato la concessione già in essere e quindi rischia di produrre un nulla di fatto
Considerato che
proprio in virtù di questa concessione Cavenord ha dichiarato di non essere disposta a nessuna trattativa e quindi ha confermato l’intenzione di procedere alla realizzazione della discarica
Chiede
Che la Giunta provinciale promuova il ricorso al TAR avverso alla decisione Regionale di concessione del nulla osta alla realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone.
                                                                                                 Cesare Mainardi
Andrea Virgilio


1 commento:

  1. Tangenti, in manette Franco Nicoli Cristiani numero due del consiglio regionale lombardo

    Il 68enne bresciano eletto nel Pdl nell'ambito di un'inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro. In manette imprenditori, politici e funzionari pubblici: le accuse sono di traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione

    Franco Nicoli Cristiano
    Il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), è stato arrestato all’alba dai carabinieri di Brescia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Bonamartini nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro. L’arresto del vice presidente del consiglio regionale lombardo rientra in un’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Brescia, supportati da personale del Ris e da un elicottero di Orio al Serio. In manette sono finiti imprenditori, politici e funzionari pubblici. I reati contestati sono: traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione. Sequestrata la cava di Cappella Cantone (Cremona) destinata ad una discarica di amianto, un impianto per il trattamento di rifiuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri della Brebemi a Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo). L’operazione vede impegnati 150 uomini dell’Arma.

    Le indagini, cominciate otto mesi fa e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo. Destinatarie di ordinanze di custodia cautelare anche altre nove persone, tra cui un altro bresciano. Tra gli arrestati, anche il coordinatore degli staff dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Lombardia.

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